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	<title>Discussioni Blog di Sostegno.org</title>
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		<title><![CDATA[20/11/2009: La scuola dell'inclusione NON si tocca! No alle classi differenziali.]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=33</id>
		<created>2009-11-17T07:52:14+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[“<b><i>La scuola dell'integrazione non si tocca</i></b>! 
<b><i>No alle classi differenziali! </i></b>” &egrave; lo slogan che accompagna la manifestazione in programma in molte citt&agrave; d’Italia venerd&igrave; 20 novembre 2009. <br/>      

L’iniziativa &egrave; stata promossa dalle Associazioni che hanno partecipato  al Seminario promosso dal CIIS il 24 ottobre scorso: “<b><i>Integrazione: indietro tutta. Noi non C.I.I.S.tiamo</i></b>”. Le scelte politiche operate in questi ultimi anni, penalizzando la scuola pubblica italiana, compromettono l’inclusione scolastica degli alunni con disabilit&agrave;. Sono molti, troppi i motivi della preoccupazione di un ritorno al passato e di un ripristino delle classi differenziali che la cronaca di questi mesi ha raccontato. <br/>      

Le associazioni dei genitori e degli insegnanti, unite insieme a difesa della scuola dell’inclusione, denunciano: <br/>   <ul><li>   
<i>la presenza di pi&ugrave; alunni con disabilit&agrave; </i>inseriti nella stessa classe <br/>      

</li><li> <i>il sovraffollamento delle classi</i><br/>      

</li><li> lezioni rivolte a gruppi formati <i>da soli alunni con disabilit&agrave; proposti come laboratori di potenziamento</i>, ai quali partecipano talvolta anche alunni con scarso rendimento o con bisogni educativi speciali<br/>      

</li><li> <i>la riduzione delle ore di sostegno didattico</i><br/>      

</li><li> <i>la scarsa formazione del personale scolastico sui temi dell’inclusione </i><br/>      

</li><li> <i>l’abrogazione delle deroghe per lo sdoppiamento delle classe</i><br/></li> </ul>.      <br/>      
Questi elementi, infatti, discriminano e creano “<i>ostacoli</i>” all’inclusione,  ledono i diritti degli alunni con disabilit&agrave; e riabilitano pratiche esclusive, separazione, ghettizzazione.<br/>      
La qualit&agrave; e la quantit&agrave; del tempo-scuola per gli alunni con disabilit&agrave; risultano in tal modo gravemente pregiudicate. Non possono essere motivazioni di  razionalizzazione della spesa pubblica ad impedire o ostacolare l’inclusione scolastica. <br/>      
<br/>      <i>Ma la scuola dell’integrazione <b>NON SI TOCCA</b></i>! <br/>      
<b><i>NON si torna alle classi differenziali</i></b>. Non lo permetteremo. <br/> <br/>           
Le Associazioni dei genitori e degli insegnanti reclamano per tutti gli alunni con disabilit&agrave; il diritto a frequentare le classi comuni della scuola pubblica italiana. <br/>      
Per questo, uniti e in un’unica voce, chiedono<br/>      
<ul><li> che sia consentito solo un alunno con disabilit&agrave; per classe, per favorire il processo di inclusione, <br/>      
</li><li> l’immediato sdoppiamento delle classi composte da pi&ugrave; di 20 alunni in cui sono iscritti uno o pi&ugrave; alunni con disabilit&agrave;<br/>      
</li><li> l'abolizione di attivit&agrave; “riservate a soli alunni con disabilit&agrave;” camuffate come laboratori o progetti innovativi, <br/>      
</li><li> che a ciascun alunno vengano assegnate le risorse di cui necessita sulla base dei bisogni individuali<br/>      
</li><li> una adeguata formazione obbligatoria, iniziale e in servizio, sui temi dell’integrazione per tutto il personale scolastico, compresi i Dirigenti Scolastici. L’inclusione &egrave; compito di tutti e non pu&ograve; essere delegata a nessun “superspecialista” <br/>      

</li><li> che non si accolgano proposte per formare  “insegnanti specializzati per le singole patologie” e ancor meno “insegnanti-infermieri”: in questo modo si chiede alla scuola di occuparsi del “malato” e non dello studente (negazione dell’identit&agrave;). <br/></li> </ul>
Il  20 novembre 2009 saranno presenti in molte piazze d’Italia, <br/>      

davanti agli Uffici Scolastici Provinciali o Uffici Scolastici Regionali<br/>      

per dire  <i><b>NO alla scuola che separa</b></i><br/>      

per dire <i><b>NO all’esclusione degli alunni con disabilit&agrave; dalla scuola</b></i><br/>      

per dire che <i><b>L’INCLUSIONE scolastica degli alunni con disabilit&agrave; NON SI TOCCA</b></i>. <br/>  <br/>      

Gioved&igrave; 3 dicembre, <b><i>GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ</i></b>, l’appuntamento &egrave; a Roma davanti al Parlamento Italiano. All’iniziativa stanno gi&agrave; aderendo numerosissime associazioni di insegnanti e genitori. <br/><br/>       


Coordinamento delle Associazioni “Noi Non Ci Stiamo” <br/>      
<i>Coordinamento Nazionale delle Associazioni di genitori e insegnanti uniti per la difesa del diritto all’inclusione scolastica degli alunni con disabilit&agrave;</i><br/><br/>  

<br/> C.I.I.S. Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno, 
<br/> ANFFAS Onlus, 
<br/> Lista di Handicap e Societ&agrave;, 
<br/> ABC Associazione Bambini Cerebrolesi Sardegna, 
<br/> Lista di Dw-Handicap, 
<br/> Associazione Italiana SuXfragile, 
<br/> GenitoriTOSTI, 
<br/> Associazione Tutti a Scuola Onlus, 
<br/> SFIDA Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilit&agrave;, 
<br/> Associazione AMICI della VITA di Iglesias, 
<br/> ANIEF Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione, 
<br/> Associazione ALMENO CREDO ONLUS, 
<br/> Associazione Claudia Bottigelli TORINO, 
<br/> CAD Comitato Associazioni dei Disabili di Bologna, 
<br/> Disabilandia (Livorno), 
<br/> Comitato precari liguri della scuola, 
<br/> Co.Ge.De. Liguria.<br/> <br/> 

Per informazioni contattare: <br/>  
338 876 30 08<br/>
346 690 37 26<br/><br/>

e-mail:  noinonciistiamo@gmail.com<br/><br/> 
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		<title><![CDATA[GenitoriTosti: Appello ai nostri rappresentanti]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=32</id>
		<created>2009-11-07T23:35:57+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<br/>

Leggo su Superando di oggi gioved&igrave; 5 novembre 2009 che i rappresentanti delle due federazioni italiane per la disabilit&agrave; (FISH e FAND), dopo l'ennesimo, rivelatosi inutile, incontro con l'Istituzione (i.e. il Ministero dell'Istruzione) stanno per decidere di uscire dall'Osservatorio. <br/>
<br/><b>Potete spiegarci a chi giover&agrave; questa decisione? <br/> Cio&egrave; <i>che effetti produrr&agrave;</i>? </b><br/>
Il ministro non si &egrave; fatto vedere e i suoi vice non sono stati in grado di fornire nessuna risposta? <br/>
Solo per il fatto che gli esponenti delle federazioni (perch&eacute; esistono due federazioni e non una sola?) rappresentano i disabili italiani non devono arretrare di un passo, casomai &egrave; qualcun altro che se ne deve andare (a nascondersi, per non dire di peggio). <br/>
<br/>Ricordiamoci, come mi ha fatto giustamente notare un'altra mamma tosta, che i nostri figli vanno a scuola, nella scuola pubblica, perch&eacute; a suo tempo quelli prima di noi si sono battuti per arrivare a questo risultato.
Cosa facciamo? <i>Vanifichiamo e, in un certo senso, sviliamo le battaglie e le energie messe in campo da coloro che si sono mossi, in tempi in cui non si aveva il mondo a portata di click e, quindi, era tutto pi&ugrave; difficile pi&ugrave; lento</i>, etc? <br/>
<br/>Il ministro dell'Istruzione non &egrave; l'unico interlocutore esistente, i diritti delle persone disabili non sono quisquilie, vanno affermati tanto pi&ugrave; fermamente quanto pi&ugrave; reiteratamente l'interlocutore prescelto nicchia. <br/>
<br/>Raccontiamo cosa succede in Italia nella Scuola, per tutti quelli che fanno parte di questo mondo (che, inutile negarlo &egrave; separato dal mondo reale) e cio&egrave; non solo gli alunni disabili ma anche gli insegnanti, gli operatori, le associazioni e le famiglie tutte! <br/>
Ma <b>raccontiamolo alle agenzie di stampa, alle radio, nei siti web non dedicati</b>. <br/>
<i>L&agrave; fuori nessuno sa di noi</i>. Neanche lontanamente si immaginano.
La gente &egrave; disposta a fare catene umane per salvare l'albero centenario dalla potatura (per dire) e non si riesce ad organizzare un qualcosa di visibile e coinvolgente che sensibilizzi l'opinione pubblica sui diritti (negati) delle persone disabili in Italia?
<br/><br/><b>Lancio una proposta</b>: il 3 dicembre andiamo nelle scuole, ma non per occuparle, ma per presenziare con dei banchetti. <br/>
<i>Fatevi vedere, tutte voi associazioni, distribuite depliants informativi, raccogliete firme, organizzate momenti di aggregazione o dimostrazioni vere e proprie</i>, come in alcune scuole hanno fatto (cosa vuol dire andare a scuola con la carrozzina o se sei cieco) su persone normodotate. <br/>
Non pu&ograve; essere che la giornata dedicata alle persone disabili si esaurisca nel discorso del Presidente della Repubblica e nel concertone per vip a Torino. <br/>
Noi l'anno scorso abbiamo fatto questo (vedi la pagina:  http://genitoritosti.blogspot.com/2008/12/tiriamo-le-somme.html ).
<br/><br/><b>E se ci credete davvero che, uniti, si possano ottenere dei risultati, per favore non lasciate l'Osservatorio.
<i>Fareste il gioco di chi considera i disabili "un fastidio" e non persone</i></b>. <br/>
<br/><br/>Quindi: oggi &egrave; anche iniziato <i>un importante convegno a Rimini</i> sull'integrazione scolastica.(*) <br/>
<i>C'&egrave; la piattaforma ideata da CIIS</i> (cui noi GT aderiamo e in cui crediamo tantissimo). <br/>
<b>C'&egrave; collegamento tra queste due federazioni, il convegno e il </i>CIIS</b>?
Perch&egrave;, in caso contrario, &egrave; ora di collegarsi. :) <br/>
<br/>Come genitore, portavoce di un gruppo di genitori a livello nazionale, do il massimo supporto, perch&eacute; siamo stufi di tutta la situazione, che coinvolge la vita TUTTA delle persone disabili, non solo la scuola. <br/>
<br/><i>Lamentarsi, scoraggiarsi, andare via e pensare al proprio caso specifico non porta da nessuna parte</i>.
<br/>Rimando a quanto scritto alla pagina: http://genitoritosti.blogspot.com/2009/10/scuola-quelli-che-non-ciistiamo.html  <br/>
Invito, di nuovo a venire a parlare qui:  http://genitoritosti.forumup.it/about28-genitoritosti.html 
 Fatevi sentire. <br/> 

<br/> (*) errata corrige: il convegno si svolger&agrave; dal 13 al 15 novembre. <br/>
Fonte:   http://genitoritosti.blogspot.com/2009/11/scuola-appello-ai-nostri-rappresentanti.html <br/>Pubblicato da orsatosta<br/><br/>
]]></content>
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		<title><![CDATA[Seminario "Integrazione: indietro tutta. Noi non C.I.I.S.tiamo"]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=31</id>
		<created>2009-09-29T09:55:39+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<br/>Integrazione: indietro tutta? Ma noi non C.I.I.S.tiamo.

<br/>Le scelte politiche operate in questo ultimo periodo, mettendo in ginocchio la scuola pubblica italiana, stanno compromettendo il processo di inclusione degli alunni con disabilit&agrave;. <br/><ul>
<li>Il <i>sovraffollamento delle classi</i> in spazi notoriamente di metratura non sufficiente, </li>
<li> <i>pi&ugrave; alunni disabili inseriti nella stessa classe</i>: in una si &egrave; arrivati a censirne 7 … ma &egrave; solo la punta di un iceberg (&egrave; stata abolita la norma che stabiliva 1 disabile in classi da 25 e 2 massimo in classi da 20), </li>
<li><i>l’oggettiva RIDUZIONE delle ore di sostegno didattico</i> erogato per ciascun alunno (stesso numero di risorse a fronte di bisogni aumentati: non si guarda ai bisogni individuali, ci si preoccupa invece che gli insegnanti per il sostegno siano numericamente gli stessi dell’anno scolastico 2008-09. Gli alunni con disabilit&agrave;, nel corrente anno scolastico, sono aumentati), </li>
<li>il consistente <i>taglio delle risorse umane</i> (con gli ultimi provvedimenti i “precari” sono diventati “<i>precari invisibili</i>”), </li>
<li>il <i>sovraccarico di lavoro</i> per gli insegnanti in servizio … </li>
</ul>

sono alcuni dei segnali e che denunciano come l’integrazione, nella scuola pubblica italiana, sia seriamente a rischio. <br/>L’ipotesi di un “ritorno al passato”, <i>della riapertura di “classi speciali” </i>, viene alimentata ogni giorno dai “numeri” che, attraverso la forte denuncia mediatica delle famiglie e delle Associazioni, fanno conoscere le molteplici situazioni di disagio. <br/>A fronte di questa grave situazione della scuola pubblica e del futuro “a rischio” dell’integrazione, molte organizzazioni hanno aderito all’iniziativa del C.I.I.S. per <i>co-promuovere</i> un <b>Seminario di Studi</b>, durante il quale si proceder&agrave; alla definizione della <br/><i>prima</i> «<b>Piattaforma per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilit&agrave;</b>».<br/> 
L’elenco degli “aderenti” e “simpatizzanti” cresce di giorno in giorno, segno che <i> “non vi &egrave; alcuna intenzione di gettare la spugna” </i> e che l’attenzione verso l’integrazione scolastica degli alunni con disabilit&agrave; <i>non &egrave; venuta meno</i>. <br/>Nessuno degli aderenti intende tornare indietro”: l’inclusione &egrave; una scelta di civilt&agrave;, per sua natura irreversibile. Pertanto, l’esperienza pu&ograve; solo proseguire, “<i>continuando il cammino intrapreso</i>”.<br/> 
<br/>Il <b>C.I.I.S., Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno</b>
<br/><b>Didaweb</b>
<br/><b>Educazione &amp; Scuola</b>
<br/>Lista di <b>Dw-Handicap</b>
<br/>Lista di <b>Handicap e Societ&agrave;</b>
<br/>Associazione <b>Tutti a Scuola</b> Onlus
<br/><b>GenitoriTOSTI</b>
<br/><b>Associazione Italiana SuXfragile</b>
<br/>Associazione <b>Almeno.Credo </b>Onlus 
<br/><b>SFIDA</b> Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilit&agrave;
<br/><b>ANIEF</b>
<br/> <b>Ass. Claudia Bottigelli </b>–TORINO
<br/><b>A.N.M.I.C. </b> Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili
<br/><b>ANFFAS</b> Onlus
<br/><b>CAD</b>, Comitato Associazioni dei Disabili - Bologna
<br/><b>A.M.A. </b> tutti nella stessa barca -Potenza</b><br/><b>F.I.S.H. </b>Federazione Italiana Superamento Handicap<br/>

<br/>con il patrocinio di <b>ANICIA Editore</b> Roma<br/>
<br/></b>co-promuovono
<br/><br/>il <i>Seminario Nazionale di Studi sull’Integrazione Scolastica</i> sul tema:
<br/><br/>«<b>Integrazione: indietro tutta. Noi non C.I.I.S.tiamo</b>»

<br/><br/>il 24 ottobre 2009, dalle 9 alle 18.30
<br/><br/>Sede del Seminario l'Aula Magna del Liceo Scientifico "Isacco Newton"
<br/>a ROMA, in viale Manzoni n. 47.

 
<br/><br/><b>LE ISCRIZIONI sono aperte</b>.
<br/>La <i>scheda di iscrizione</i> &egrave; scaricabile da <br/>http://discussioni.sostegno.org/dblog/default.asp            
 <br/>http://www.sostegno.org/pages/attivita.asp


<br/><br/>Per adesioni e/o informazioni contattare:
<br/>gius.argiolas@alice.it … … … cell.   349 414.47.50
<br/>duccillo@alice.it … … …  cell.   338.876.30.08
<br/>sostegno@sostegno.org … … … cell.   346.690.37.26.<br/>

<br/>I <b>posti sono limitati</b>, pertanto saranno accolte le domande in ordine di iscrizione. <br/><br/><br/>


Leggi l'informativa su:<br/>
http://www.anmic.it/Notizie.aspx#172<br/><br/>

http://www.genitoriuicroma.objectis.net/personale/news/news-2009/news-settembre-2009/scuola-presto-la-piattaforma-per-l2019inclusione-degli-alunni-disabili<br/><br/>

http://www.oltrelebarriere.net/3103/integrazione-indietro-tutta-ma-noi-non-c-i-i-s-tiamo/<br/><br/>
http://www.sordionline.com/iNews/View.asp?ID=10278<br/><br/>
http://genitoritosti.blogspot.com/<br/><br/>
http://www.tuttiascuola.org/home.asp<br/><br/>

http://www.superando.it/content/view/5015/116/<br/><br/>

http://lnx.edscuola.eu/board/viewtopic.php?p=7782&sid=b5d2863ab61948ffbf69497c1481f772<br/><br/>

http://www.almenocredo.org/index.php/nav=News.10/action=read_com/leggo_comm=678<br/><br/>

http://socialability.wordpress.com/2009/10/08/seminario-nazionale-di-studi-sull%E2%80%99integrazione-scolastica-sul-tema-%C2%ABintegrazione-indietro-tutta-noi-non-c-i-i-s-tiamo%C2%BB/<br/><br/>

http://www.anffas.net/Page.asp/id=264/N201=2/N101=503/N2L001=Inclusione%20scolastica/print=1<br/><br/>

http://www.disabili.com/scuola-a-istruzione/19297-speciale-integrazione-scolastica-ciis<br/><br/>

http://www.anief.net/index.php?option=com_content&view=article&id=676:seminario-di-studi-ciis-sullintegrazione-scolastica-roma-24-ottobre-2009&catid=44:cat-eventi&Itemid=65<br/><br/>

http://escuola.provincia.brescia.it/web/index.php?action=rss&id=4<br/><br/>

http://www.osp-provincia-grosseto.it/inrete_oggi_integrazione.asp<br/><br/>

http://pointblank74.spaces.live.com/blog/cns!4C2B9752400F4894!3396.entry<br/><br/><br/>]]></content>
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		<title><![CDATA[Integrazione: per te la scuola ... finisce qui!]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=30</id>
		<created>2009-09-10T21:37:45+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<br/><i>Sette (7) alunni con disabilit&agrave; nella stessa classe</i>: in un articolo di Redattore Sociale datato 7 settembre 2009 compare la notizia. E nella rete, rapidi, circolano i primi commenti.<br/>

<br/>Una novit&agrave;? <br/>
In realt&agrave; nulla di nuovo rispetto all'impianto disegnato dal Ministro Gelmini, suffragato dal DPR 81/09 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 luglio scorso. <br/> 
Il DPR, cos&igrave; come la bozza, "<i>dimentica</i>" (ma non pare proprio una svista ...) di fissare un "<i>tetto</i>", ovvero il numero massimo di alunni con disabilit&agrave; per classe. La problematica era gi&agrave; all’attenzione del Ministero all’indomani dell’approvazione nel CDM della bozza di Regolamento (<i>Norme per la riorganizzazione della rete scolastica ed il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola</i>). <br/> 

<br/>Al riguardo, nel marzo scorso, era apparso un lungimirante articolo pubblicato da l'Unit&agrave;: la giornalista prospettava per il prossimo anno scolastico l'ipotesi di classi in cui avrebbero potuto trovarsi anche a 5 alunni con disabilit&agrave;. Subito il Ministero intervenne con una "secca" nota, datata 30 marzo, in cui dichiarava «<i>Scuola: confermato il limite di venti alunni nelle classi con disabili</i>» 
(<link>http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2009_miur/300309.shtml/ </link>). Poche righe con le quali il Ministero liquidava la questione, glissando, anche nel comunicato stesso, i veri contenuti: il numero richiamato, infatti, era riferito esclusivamente al totale degli alunni della classe e non a quanti alunni disabili potevano essere iscritti in una classe composta da “20 alunni”. <br/> 
La richiesta di chiarimenti in merito al “numero degli alunni con disabilit&agrave; per classe” &egrave; giunta al Ministero, a pi&ugrave; riprese, da parte del mondo dell'Associazionismo, impegnato a sostegno dell’inclusione. Ma la risposta non &egrave; mai pervenuta. <br/> 

<br/>Un’ultima occasione per un chiarimento poteva essere offerta dalla «<i>Linee Guida per l'integrazione scolastica degli alunni con disabilit&agrave;</i>», attese per l’autunno e pubblicate, a sorpresa, in piena estate: anche in questo documento la questione &egrave; stata omessa, coperta da un velo di silenzio. <br/>
Nel caso in cui ci chiedessimo se al Ministero fossero al corrente dei rischi derivanti dalle scelte del DPR 81/09, la risposta non pu&ograve; essere che s&igrave;! Sapevano ed erano consapevoli delle conseguenze. <br/> 

<br/>E ora? <br/>La questione &egrave; di difficile soluzione: l’unica possibilit&agrave; si intravede solo in un nuovo Provvedimento che temiamo non verr&agrave; mai emanato! La linea scelta dal Ministero, in tema di inclusione, pare andare in tutt’altra direzione. <br/> 

<br/>La realt&agrave; &egrave; che nella classe della scuola di Vercelli, di cui tratta l’articolo pubblicato da Redattore Sociale, non solo il numero degli alunni con disabilit&agrave; raggiunge quota 7 (sette), <i>ma persino il numero totale degli alunni SUPERA il tetto fissato</i> dallo stesso Ministero che prevede il «limite di venti alunni nelle classi con disabili». Nella classe della scuola di Vercelli, gli alunni sono 23!!! <br/>

<br/>A prescindere dal fatto che &egrave; ininfluente se un ragazzo frequenta per il conseguimento del Diploma o di un Attestato, in quanto gli alunni godono ciascuno del pari diritto all'educazione e all'istruzione che deve essere erogato con lo stesso rigore professionale, alla luce dell’attuale situazione si prospettano pi&ugrave; rischi, fra questi: <br/><ul>

<li><i>la dispersione scolastica</i>: i genitori potrebbero essere indotti al ritiro del proprio figlio dalla scuola; </li>

<li><i>gli interventi scolastici erogati in contesti “esterni alla classe" di appartenenza</i>; eufemisticamente vengono chiamati "laboratori", “progetti” o altro: si tratta di luoghi “utilizzati” dai soli ragazzi con disabilit&agrave;. </li> </ul>
<br/>E, a questo punto, non possiamo pi&ugrave; parlare di scuola integrante, bens&igrave; “separante”. <br/> <br/>

L’esito, in sintesi, &egrave; traducibile con "<i>classi speciali non dichiarate</i>" nella scuola di tutti. Questa ed altre situazioni preoccupano fortemente non solo la nostra Associazione ma anche tutte quelle che, come noi, sono impegnate per il rispetto al diritto allo studio. L'intero processo di inclusione scolastica e sociale appare compromesso da scelte politiche attente pi&ugrave; alle questioni economico-occupazionali che alla dimensione umana. Sembra cos&igrave; di sentire echeggiare nell’aria la frase: <br/><ul> 

<li>«<b>INTEGRAZIONE: PER TE LA SCUOLA ... FINISCE QUI! </b>». </li></ul>


Rispetto a questa prospettiva, noi esprimiamo il nostro pi&ugrave; aspro dissenso e prendiamo le distanze da quei Provvedimenti e da quelle progettualit&agrave; e che inducono alla non-inclusione. <br/>
Stanchi infine di Provvedimenti piovuti dall’alto, come piogge acide, che non solo non considerano la persona nella sua unicit&agrave; e irripetibilit&agrave;, rispettandola nella sua manifestazione personale, ma che si mostrano ignari e all'oscuro sia della dimensione pedagogico-didattica sia dei sempre pi&ugrave; numerosi contributi scientifici sulle potenzialit&agrave; dell’essere umano, di ciascun essere umano, alle possibilit&agrave; d’apprendimento, vogliamo da ora in poi far sentire la nostra voce con maggiore incisivit&agrave;. <br/>

<br/>E, <i>per una scuola davvero inclusiva</i>, attenta al singolo, promotrice di cultura e creatrice di civilt&agrave;, <br/><ul>
<li>il CIIS, </li><br/> 
<li> “Didaweb”, </li> <br/> 
<li> “Educazione &amp; Scuola”, </li><br/> 
<li> “Lista di Dw-Handicap”, </li> <br/> 
<li> “Lista di Handicap e Societ&agrave;”, </li><br/> 
<li> “Associazione Tutti a Scuola Onlus”, </li><br/> 
<li> “GenitoriTOSTI” 
</li><br/> 
<li>"Associazione Italiana SuXfragile"</li><br/> 
<li>Ass."ALMENO CREDO ONLUS",</li><br/> 
<li>"SFIDA" Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilit&agrave;,",</li><br/> 
<li>"ANIEF",</li><br/> 
<li>Associazione "CLAUDIA BOTTIGELLI–TORINO",</li><br/> 
<li>"ANMIC" Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili,</li><br/> 
<li>"ANFFAS Onlus",</li><br/> 
<li>"CAD Comitato Associazioni dei Disabili (BO)",</li><br/> 
<li>"A.M.A. tutti sulla stessa barca",</li><br/> 
<li>con il patrocinio di Anicia Editore</li>
<br/><br/>promuovono un <b>SEMINARIO Nazionale</b> <br/>sabato <b>24 OTTOBRE 2009 a ROMA</b> <br/>presso l'Aula Magna del Liceo Scientifico "Newton", <br/>sul tema:
<br/><br/> “<b>Integrazione: indietro tutta. Noi non <i>C.I.I.S.tiamo</i></b>”. </li><br/></ul>


Nel corso dell’iniziativa verr&agrave; predisposta da parte dei partecipanti, insegnanti e genitori, <i>la prima</i> <b>Piattaforma per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilit&agrave;</b>. 

<br/>Chiediamo la massima adesione, perch&eacute; la nostra incisivit&agrave; sar&agrave; pari alla nostra presenza.

<br/>Per adesioni e/o informazioni contattare: <ul>

<li><br/>gius.argiolas@alice.it ..... cell. 349 41 44 750</li>
<li><br/>duccillo@alice.it ..... cell. 338. 87.63.008</li>
<li><br/>sostegno@sostegno.org ..... cell. 346.690.37.26</li></ul>
<br/><br/>
]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=30"/>
		<issued>2009-09-10T21:37:45+01:00</issued>
		<modified>2009-09-10T21:37:45+01:00</modified>
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	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[La protesta dei Precari]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=29</id>
		<created>2009-09-04T19:37:52+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Cagliari -  Prosegue la protesta dei percari. Continua l'occupazione dell'USP.<br/> Non si tratta solo di un problema occupazionale, come qualcuno potrebbe strumentalmente pensare: gli insegnanti rappresentano una risorsa fondamentale per il "sistema scuola" che, a sua volta, necessita di professionalit&agrave; "esperte".<br/> L'aumentato numero degli alunni per ciascuna classe riduce il numero delle stesse e, conseguentemente, il numero di "chi" deve insegnare in quelle classi.<br/> Ma le classi numerose rendono molto difficile l'azione educativo-didattica nella quale la scuola intera &egrave; impegnata e in cui la professionalit&agrave; docente si spende quotidianamente. L'affollamento delle classi impedisce, di fatto, la "personalizzazione" e l'esercizio al diritto all'educazione e all'istruzione di TUTTI gli alunni e studenti.<br/> Questo dato &egrave; stato acquisto dal Ministero???<br/> Oppure si preferisce offrire, spacciandola di qualit&agrave;, una formazione "superficiale", spolverizzata,frammentata, con il forte rischio di abbandono scolastico e di analfabetizzazione di ritorno?<br/> Insieme alla problematicit&agrave; occupazionale, queste sono le questioni che interpellano ...<br/> I precari, e non solo loro, attendono urgenti e inderogabili risposte.<br/>
]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=29"/>
		<issued>2009-09-04T19:37:52+01:00</issued>
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	</entry>
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		<title><![CDATA[Nuovi Commenti per le Aree Disciplinari]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=28</id>
		<created>2009-07-12T12:30:55+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<br/> Un tema che fa discutere, quello delle aree disciplinari e per il quale non si intravedono novit&agrave;.<br/> 
Nuovi e interessanti commenti arricchiscono la riflessione: abolire o no le aree disciplinari?
<br/> Al riguardo i docenti della scuola Secondaria di Secondo grado, in particolare, hanno molto da dire e da condividere.<br/> 
Sar&agrave; interessante poi "ampliare il confronto" e, all'appuntamento di settembre, aprire uno spazio per un dibattito diretto, nel corso del Convegno programmato dal CIIS.<br/> 


<br/> http://discussioni.sostegno.org/dblog/commenti_articolo.asp?articolo=22<br/> <br/> ]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=28"/>
		<issued>2009-07-12T12:30:55+01:00</issued>
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	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Lettera dei "Genitori Tosti"]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=26</id>
		<created>2009-06-12T11:05:04+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[ AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
SILVIO BERLUSCONI<br/>

AL MINISTRO DEL MIUR 
MARIASTELLA GELMINI<br/>

AL MINISTRO PARI OPPORTUNITÀ 
MARA CARFAGNA<br/>

e, p.c.,<br/>               All' Osservatorio Permanente sull’Integrazione 
 Scolastica delle persone in situazione di handicap<br/><br/>


Roma, 29 maggio 2009<br/><br/> 


Siamo un gruppo di genitori con figli disabili, provenienti da ogni parte d’Italia, che Vi ha gi&agrave; scritto, senza per&ograve; ottenere alcun riscontro.
In realt&agrave; abbiamo percepito una sola conferma: <b>il silenzio</b>, che non &egrave; una nostra sensazione, bens&igrave; una realt&agrave;. <br/><br/>
Genitori Tosti vuol dire genitori che non si arrendono, vuol dire genitori che non subiscono il timore reverenziale rispetto al ruolo di alcuni Dirigenti Scolastici che, per una larga maggioranza, disattendono totalmente o quasi il rispetto dell’applicazione delle norme attinenti agli alunni con disabilit&agrave; certificata, specialmente se gravi. Con il prossimo mese di giugno i giochi saranno fatti in tema di insegnanti di sostegno.
Per noi la stagione 2009/2010 &egrave; iniziata da tempo. <br/> 
Non produciamo moda da esportazione eppure “viaggiamo” con un anno di anticipo per non naufragare nell’oceano di “non mi compete”, “ non ho i fondi”, “dovete fare ricorso”, “provate a cambiare scuola“ et similia. I nostri ultimi GLH hanno dovuto riservare ampio spazio al dibattito di ogni anno. 
Ricorso al TAR? Avvocato? Minacce? <br/><br/> 
E cos&igrave; molte famiglie saranno costrette a dover affrontare ulteriori spese legali per rivendicare un diritto negato o, peggio ancora, a dover abbassare la testa per mancanza di risorse economiche e accontentarsi di quanto si riesce ad elemosinare per il proprio figlio. <br/> 
Otterremo sentenze che assegneranno il massimo delle ore. 
Ore che poi, comunque, regaleremo nostro malgrado alla gestione dei Dirigenti, che dovranno “spalmare “ (cos&igrave; si dice in alcune zone) sui numerosi casi di disabilit&agrave;. <br/> <br/>
Una poco nuova vittoria di Pirro che vedr&agrave; l’ennesimo, ulteriore ed ingiusto sforzo da parte di tutte le famiglie sotto ogni profilo.
Poco importa se un bambino disabile alla materna, nel frattempo, abbia iniziato a parlare. <br/>
Poco conta se un alunno delle elementari usi il PC in modo eccellente.
E ancor meno conta se uno studente delle scuole medie, tramite la CAA, riesca a scrivere poesie o testi di narrativa ben superiori a quelli dei coetanei.
Figuriamoci, poi, quanto sia assolutamente trasparente il giovane studente delle superiori, ormai ridotto a peso sociale, dopo anni di carenze di personale, di ausili inadeguati, di lotte e battaglie che, seppur vinte da famiglie testarde, non hanno colmato il vuoto cognitivo non diagnosticato alla PA ormai in ginocchio. <br/><br/>
Pubblica Amministrazione e organizzazione scolastica che, forse, si sono arrese a non investire sui portatori di handicap, ritenendo meno onerosa la erogazione della pensione di invalidit&agrave; civile, che di fatto &egrave; lo stipendio della madre badante, buttata fuori dallo Stato sociale a causa di forza maggiore. 
Tutto questo accade. <br/><br/>
Accade troppo spesso per non tentare di chiedere maggiore attenzione, per non indurre alcune famiglie a mettersi alla prova dimostrando le potenzialit&agrave; sprecate di bambini cui viene negato il diritto allo studio e, di conseguenza, il diritto alla libera espressione della propria identit&agrave;. <br/><br/> 
<i>Non &egrave; accettabile che una societ&agrave; che ambisca a definirsi civile, continui a permettere tutto ci&ograve;, condannando bambini, adolescenti e giovani ad una assenza di istruzione, causata dal silenzio del Ministero che non impone, con toni adeguati, il rispetto di regole esistenti da anni</i>. <br/><br/>
Ci permettiamo anche di sottolineare che, con l’applicazione della riforma, il prossimo anno sfumeranno le ore di compresenza. 
Conseguentemente ci chiediamo chi e cosa sar&agrave; organizzato nelle ore di “vuoto didattico” che i nostri figli subiscono. <br/>
Premesso tutto quanto sopra descritto, il gruppo Genitori Tosti <br/>

<br/>CHIEDE<br/><ul>


<li>una pubblica dichiarazione del Ministro, anche a mezzo televisivo, che ricordi ai Dirigenti Scolastici il loro dovere di pubblici dipendenti, affinch&eacute; si adoperino, attraverso la pratica reale della normativa, a garantire il pari diritto allo studio di tutti gli alunni di ogni ordine e grado; </li><br/>

<li>che sia emessa una circolare per cui, se i genitori dimostrano di aver costantemente manifestato la necessit&agrave; di maggiori ore di sostegno, in concerto con l’equipe di GLH, ove l’Ufficio Scolastico Provinciale ignori le richieste, senza motivazione scritta e trasparente, sia sottoposto a forme di sanzione disciplinari reali. Il pubblico dipendente DEVE delle risposte. Il ricorso al TAR deve essere una eccezione e non la prassi; </li> <br/>

<li>che venga elaborato un progetto di informazione e sensibilizzazione all’interno delle scuole, fin dalle prime classi elementari, su proposta dei Consigli d’Istituto, premiando ogni anno le Scuole che otterranno il migliore risultato didattico e di innovazione tecnologica, come scambio multi-disciplinare applicato alla interclasse. Ci&ograve; con il doppio obiettivo di divulgare il senso di civilt&agrave; e rispetto che deve essere garantito PER TUTTI, oltre che ottenere la prova mancante consistente nella inversione di tendenza per cui non &egrave; solo l’alunno “normo” a dover tollerare la presenza dell’alunno disabile, bens&igrave; deve esistere lo scambio reciproco. Ricordiamoci infatti che quasi sempre si parla della integrazione scolastica dando per scontato che l’alunno disabile deve essere integrato nel gruppo classe. In realt&agrave; questa affermazione scaturisce dalla assoluta ignoranza in ambito di disabilit&agrave; come forma di esistere che sia semplicemente uno dei mille volti del tessuto sociale. Obiettivo fondamentale &egrave; quello di innescare il meccanismo per cui siano gli alunni “normo” a dover essere integrati nella scuola per tutti, disabili inclusi. Finch&eacute; la lente sar&agrave; sul disabile e su quanto si debba fare per “gestirlo”, la parola "integrazione" diventa sinonimo di "sopportazione sociale";</li><br/>

<li>di ricordare ai Dirigenti Scolastici che, ove l’equipe lo ritenga favorevole per la crescita culturale degli allievi, nei casi in cui si renda necessaria la formazione dell’insegnante di sostegno su specifici ausili indispensabili, DEVE essere consentita la elaborazione di un progetto integrato al PEI che attui e soddisfi le reali necessit&agrave;, in particolare per quanto attiene l’utilizzo di tecnologie innovative e sperimentali su pazienti disabili gravi e gravissimi totalmente paralizzati e quindi privati dell’uso del corpo , ma comunque in grado di contribuire alla crescita della cultura del Paese tutto attraverso la libera espressione di una intelligenza colta e costantemente nutrita. </li></ul>
<br/>

Ricordiamo che <b>la legge impone ai Genitori di educare, istruire e mantenere i propri figli. Tutti.</b> Dobbiamo certamente rifornire il frigorifero, ma solo nutrendo la loro cultura potremo contare, domani, su una profonda autonomia personale. <br/>

Siamo da sempre disponibili al confronto, sotto la forma ritenuta pi&ugrave; idonea. 

Distinti saluti. <br/>
Nell’allegato scaricabile sopra &egrave; disponibile l’elenco completo dei firmatari della lettera. <br/><br/>


Per ulteriori informazioni:   <link>http://www.genitoritosti.blogspot.com/</link>     <br/><br/>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=26"/>
		<issued>2009-06-12T11:05:04+01:00</issued>
		<modified>2009-06-12T11:05:04+01:00</modified>
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	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Sostegno e classe di concorso]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=25</id>
		<created>2009-04-13T19:50:55+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<br/>Istituire una <b>classe di concorso</b> per il sostegno?<br/>
Si tratta di una delle ipotesi emerse nell'incontro svoltosi al Ministero il 7 aprile scorso.<br/>
Cosa ne pensi? Sei d'accordo? oppure no?<br/> La questione invita ad una riflessione. Per questo abbiamo promosso <i>un sondaggio</i>: puoi votare cliccando la tua preferenza su questa pagina (in basso a destra).<br/>
<br/>Ulteriori argomenti verranno proposti in seguito.<br/><br/>

Per approfondimenti:<br/>
http://www.superando.it/content/view/4369/116/<br/>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=25"/>
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	</entry>
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		<title><![CDATA[L'inclusione e i giochi di parole]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=24</id>
		<created>2009-04-03T20:26:26+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[«<b>Confermato il limite di venti alunni nelle classi con disabili</b>»: chiaro e perentorio il titolo del breve comunicato stampa, pubblicato sul sito del Ministero in data 30 marzo 2009, con il quale si va a precisare quale potr&agrave; essere il prossimo anno scolastico la situazione “numerica” delle classi in cui sono presenti alunni con disabilit&agrave;. <br/> 
La preoccupazione per la situazione dell'inclusione, tuttavia, non viene meno: nel comunicato, infatti, <br/> 
<ul>
<li> se da un lato <i>viene “confermato il limite” </i>  del numero degli alunni in una classe cui siano iscritti compagni con disabilit&agrave;, </li><br/> 
<li> dall’altro <i>non viene esplicitato</i> il "tetto massimo", ovvero <i>il numero massimo di alunni con disabilit&agrave; che possono essere iscritti in una classe composta di 20 alunni</i>. </li>
</ul><br/>

La domanda, alla quale manca una risposta precisa e non equivocabile, resta la seguente: <br/>  
- quanti alunni con disabilit&agrave;, di questi 20, possono esserci in una classe? <br/><br/>
<b>Nell’affermare un limite, non viene specificato l’altro</b>: <i>se nella classe di 20 alunni sono presenti «n» alunni disabili, il valore «n» a quanto corrisponde</i>? Attualmente, infatti, resta … indefinito. <br/>
Il valore “indefinito” viene pertanto lasciato alla libera interpretazione, alla discrezionalit&agrave; del singolo.<br/><br/>
Cosa succeder&agrave; dunque il prossimo anno scolastico?<br/> Di quanti alunni dovr&agrave; essere formata la classe che accoglie alunni disabili: questo ce lo dice il Ministero: 20 alunni.<br/> Ma di questi, quanti alunni con disabilit&agrave;? e <i>a questa domanda chi dar&agrave; una risposta</i>? <br/><br/>

Scarica il comunicato stampa del Ministero:<br/>
http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2009_miur/300309.shtml<br/>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=24"/>
		<issued>2009-04-03T20:26:26+01:00</issued>
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	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[S.O.S. Alunni disabili "fuori dalla classe"]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=23</id>
		<created>2008-11-25T12:10:50+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Stanno pervenendo segnalazioni su una nuova prassi di "fare scuola": portare gli alunni disabili fuori dall'aula, non per interventi individualizzati previsti e progettati sulla base dei bisogni dell'alunno stesso, ma per progetti che vedono la presenza di "tutti gli alunni disabili" in un posto diverso dalla loro classe. <br/>
Sconcertante, poi, che molti docenti di sostegno non solo acconsentano a tale prassi, ma la sostengano e la difendono. La decisione viene presa collegialmente, da tutto il Collegio Docenti, e quindi inserita nel POF. <br/><br/>
Ma &egrave; davvero una scuola di qualit&agrave; quella che conduce gli alunni disabili in un'altra stanza, allontanandoli dalla classe di appartenenza, separandoli? <i> Non le chiamavano classi differenziali una volta?</i> <br/>
La storia dell’integrazione prende il via con la chiusura delle classi differenziali. La riapertura di realt&agrave; simili ne sta forse a significare la fine? <br/> 
<br/>Cosa succede nella tua scuola? Racconta la tua esperienza. Esprimi il tuo parere. <br/><br/>
Per scrivere il tuo post, clicca sulla parola qui sotto "commenti", apparir&agrave; una finestra di dialogo, scrivi il messaggio nell'apposito spazio, situato in fondo, quindi clicca "invia".<br/>
<br/>Il post sar&agrave; pubblicato a cura della Redazione al pi&ugrave; presto. <br/>

]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=23"/>
		<issued>2008-11-25T12:10:50+01:00</issued>
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	<entry>
		<title><![CDATA[Aree Disciplinari]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=22</id>
		<created>2008-10-31T23:48:27+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Mentre negli altri ordini di scuola l'insegnante per le attivit&agrave; di sostegno viene assegnato alle classi in cui &egrave; iscritto l'alunno/a disabile facendo riferimento al punteggio maturato in servizio, alla scuola Secondaria di Secondo Grado le cose vanno diversamente. La situazione, infatti,  &egrave; un po' pi&ugrave; complicata. <br/>
Nella scuola Secondaria di Secondo Grado i docenti sono suddivisi, sulla base della rispettiva classe di concorso per la quale maturano il servizio, in "<b>aree disciplinari</b>" alle quali viene fatto riferimento per l’assegnazione ai posti di sostegno della scuola. <br/>
La scelta dell’Area viene effettuata sulla base dei bisogni dello studente disabile. Capita talvolta che per il primo anno scolastico possa esserci incongruenza fra la scelta dell’area e i reali bisogni: per l’anno successivo dovrebbe, invece, essere individuata con maggiore precisione. <br/>
È una questione che sta sollevando alcuni dubbi, anche per la modalit&agrave; con cui viene effettuata la scelta delle aree, non sempre trasparente. Ma, nella pratica, cosa significa una divisione di questo tipo? È veramente efficace per gli alunni? <br/>
La suddivisione in “aree disciplinari”, effettivamente, contribuisce al processo di integrazione scolastica e sociale dello studente disabile? <br/>
Se poi per lo studente si elabora un percorso disciplinare differenziato, la scelta dell’insegnante di sostegno sulla base delle aree pu&ograve; essere congruente? Oppure sarebbe pi&ugrave; opportuno pensare alla nomina di un docente specializzato, che sia comunque in grado di offrire una formazione generale adeguata ai bisogni dello studente? <br/>
La presenza delle aree disciplinari fa pensare e discutere. Qual &egrave; la tua opinione al riguardo? <b>Mantenere le aree</b>  o proporre qualche altra forma organizzativa? Introdurre qualcosa di nuovo, oppure semplicemente <b>rimuoverle</b>? <br/>
.<br/>

<b>Lascia il tuo commento</b>. <br/> <br/>
<br/>
I commenti saranno pubblicati al pi&ugrave; presto da parte della Redazione.
<br/>
<br/>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=22"/>
		<issued>2008-10-31T23:48:27+01:00</issued>
		<modified>2008-10-31T23:48:27+01:00</modified>
		<slash:comments>41</slash:comments>
		<wfw:comments>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=22#commenti</wfw:comments>
	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[Le nuove regole per la formazione e per il reclutamento dei docenti]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=21</id>
		<created>2008-06-02T12:22:01+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[È stato presentato il 12 maggio un <b>Progetto di Legge</b> su iniziativa dell’on. Valentina Aprea, gi&agrave; Sottosegretario all’Istruzione, riguardante le «<i>Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libert&agrave; di scelta educativa delle famiglie, nonch&eacute; per la riforma dello stato giuridico dei docenti</i>».<br/> 
In data 27 maggio 2008, il Progetto di Legge &egrave; stato assegnato, in sede referente, alla VII Commissione Permanente della Camera, di cui, fra l’altro, l’on. Aprea &egrave; Presidente ( <link>http://www.camera.it/organiparlamentarism/10085/242/4413/10228/<br>commissionepermanentecopertina.asp</link> ).<br/> 
Si tratta di una proposta molto importante, in quanto andr&agrave; a ridisegnare aspetti fondamenti del mondo della scuola, trasformando “<i>radicalmente il governo delle istituzioni scolastiche, che si presenta, ancora oggi, caratterizzato da elementi che non colgono i cambiamenti costituzionali e le innovazioni sulle norme di governo delle istituzioni scolastiche sia amministrative che didattiche</i>” (Aprea); &egrave; una proposta di legge generale, di principi, che valorizza l’Autonomia Organizzativa (L. 58/97) soprattutto “<i>sulle questioni che riguardano tutto il funzionamento interno</i>” (Aprea).<br/>

In particolare vengono affrontate questioni attese dagli insegnanti: dalla <b>formazione iniziale</b> alle <b>modalit&agrave; di reclutamento</b>.  Vediamo ora alcuni elementi, rinviando, per il resto, alla lettura del testo scaricabile da:<br/>  <link>http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0001960</link>).<br/>
<ul><li>FORMAZIONE INIZIALE: “si esplica nei corsi di laurea magistrale e nei corsi accademici di secondo livello, finalizzati all'acquisizione delle competenze disciplinari, pedagogiche, didattiche, organizzative, relazionali e comunicative, nonch&eacute; di riflessione sulle pratiche didattiche, che caratterizzano il profilo formativo e professionale del docente” (art. 13).</li><br/>
<li>CARRIERA <b>articolata in tre livelli</b>: docente iniziale, docente ordinario, docente esperto, con conseguente riconoscimento giuridico ed economico; l’articolazione “non implica sovraordinazione gerarchica”. Il cambio di livello, derivante anche dal merito professionale, presuppone esplicita richiesta da parte del singolo docente.</li></ul>
Per quanto riguarda il <b>reclutamento</b>, questi sono, in linea di massima, i passaggi:
<ul><li>l’aspirante docente, che ha conseguito la laurea magistrale o il diploma accademico di secondo livello <b>e l'abilitazione all'insegnamento</b>, ai sensi dell'articolo 13, potr&agrave; iscriversi, sulla base del voto conseguito nell’esame di Stato abilitante, in un apposito Albo Regionale, situato presso gli Uffici Scolastici Regionali.</li><br/>
<li>Anno di applicazione: l’abilitazione consentir&agrave; al docente di effettuare «un anno di applicazione» presso un’Istituzione Scolastica, dove sar&agrave; seguito da un docente tutor, designato dal collegio dei docenti.</li><br/>
<li>Dopo la discussione della relazione elaborata a conclusione dell’anno di applicazione, verr&agrave; espressa una valutazione ai fini del superamento o meno dell’anno di applicazione.</li><br/>
<li>Superato l’anno di applicazione, il docente potr&agrave; partecipare ai <b>“concorsi per docenti” banditi con cadenza triennale dalle singole Istituzioni Scolastiche statali</b>, per la copertura dei posti disponibili e vacanti, posti accertati dagli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali.</li><br/>
<li>Con decreto successivo saranno definite le classi di concorso</li></ul>
Formazione docenti "integrale", anche per le attivit&agrave; di sostegno: se ne parla?
<ul><li>Per quanto riguarda la <b>preparazione professionale per le attivit&agrave; di sostegno</b>, gli unici riferimenti rintracciati nel testo riguardano la strutturazione dei percorsi formativi. Il secondo capoverso del comma 3, art. 13 recita «I decreti di cui al comma 2, lettera c), disciplinano, altres&igrave;, le attivit&agrave; didattiche concernenti l'integrazione scolastica degli alunni in condizione di handicap e prevedono che la formazione iniziale dei docenti possa essere svolta anche mediante la frequenza di stage all'estero».</li></ul>
Non si riesce a comprendere dal testo cos&igrave; predisposto, se la formazione riguarder&agrave; “tutti i nuovi docenti”, oppure se la situazione rester&agrave; come quella di oggi, con percorsi separati... 
Di fatto oggi la scuola ha estremo bisogno che la preparazione professionale dei nuovi insegnanti (e se possibile anche quelli in servizio) riguardi tutti gli aspetti e non solo il curricolo disciplinare. Occorre formare docenti professionalmente preparati per affrontare le sfide che sempre pi&ugrave; numerose e urgenti si impongono: dagli studenti in situazione di handicap (L. 104/92), alle difficolt&agrave; di apprendimento fino all’integrazione degli studenti non-italofoni. Questo per dire le pi&ugrave; urgenti. Integrazione e Intercultura chiedono di essere immediatamente tradotte nella prassi scolastica quotidiana, perch&eacute; la societ&agrave; non pu&ograve; pi&ugrave; attendere!<br/><br/> 

Altre novit&agrave; contenute nel Progetto di legge sono: <br/>
<ul><li>l’istituzione della figura di ViceDirigente, come livello di carriera e previo superamento di prove concorsuali (art. 18)</li>
<li>l’istituzione di un organo di valutazione professionale (art. 17)</li>
<li>la sostituzione dei consigli di istituto con i Consigli di Amministrazione</li>
<li>infine, spariranno le RSU.</li></ul>

Di questa proposta che va a ri-disegnare la scuola cosa tenere? cosa buttare? cosa cambiare? È durante l’iter parlamentare, nelle commissioni, che &egrave; possibile far sentire la nostra voce.<br/><br/>  
«Come insegnante penso che......» scrivi la tua opinione: <i>se un cambiamento ci deve essere che venga fatto</i> “<b>insieme a noi</b>”, <i>non senza di noi</i>.<br/><br/>  

Per ulteriori approfondimenti leggi l'intervento di Reginaldo Palermo:<br/> <a href="">http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=22695&action=view/
.<br/>
.<br/>  
.<br/>]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=21"/>
		<issued>2008-06-02T12:22:01+01:00</issued>
		<modified>2008-06-02T12:22:01+01:00</modified>
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	</entry>
	<entry>
		<title><![CDATA[2008: integrazione, atto ultimo]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=20</id>
		<created>2008-03-17T23:13:17+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[La notizia &egrave; riportata dalla news di “Tuttoscuola”, numero 331, del 17 marzo 2008. <br /> 
Anticipata dall’intenzione di preparare insegnanti “<i>specialisti della patologia</i>”, l’idea di creare una task-force sembra avvicinarsi sempre pi&ugrave;. <br />
Si tratta quasi del “debito” che la scuola deve “pagare” ad ogni cambio ministeriale. <ul>
<li>Il precedente governo aveva lasciato in eredit&agrave; un decreto per la <i>certificazione dei disabili</i> che continua ancor oggi a creare confusione. </li><br /> 
<li>L’attuale compagine lascia in eredit&agrave; un altro pesante fardello: <i>una sede unica per gli insegnanti di sostegno</i>, dove avranno “titolarit&agrave;”, anche se poi, operativamente, saranno dislocati sul territorio. L’articolo definisce gli insegnanti di sostegno una “task-force”. </li>
</ul>
<br /> 
Ci limitiamo a dire che un’idea cos&igrave; composta rafforza ancor di pi&ugrave; l’opinione che gli insegnanti di sostegno sono destinati al singolo caso e non al gruppo-classe, come recita la normativa e come da anni ricordano le Associazioni dei genitori. Una identificazione di questo tipo, infatti, ha quale conseguenza diretta la <b>delega totale all’insegnante di sostegno</b>, a colui che dalla sede di titolarit&agrave; si sposta sul “singolo-caso”, da parte degli insegnanti curricolari, situazione per la quale, da anni, si chiede un intervento per un cambiamento radicale, ovvero <i>della presa in carico degli studenti disabili da parte di tutti gli insegnanti della classe</i>. <br /><br />

Ecco il testo pubblicato da Tuttoscuola n. 331: «È stata depositata nei giorni scorsi presso la Conferenza Stato-Regioni e Autonomie locali <b>la bozza di un’intesa che dovrebbe essere discussa e approvata prima di Pasqua</b> e che riguarda l'integrazione degli studenti handicappati. <br />
Il testo <b>&egrave; stato proposto dal Ministero della Pubblica Istruzione</b> e prevede che a livello territoriale i diversi livelli istituzionali (scuola, asl ed enti locali) concorrano in sinergia ad assicurare accoglienza e integrazione ai ragazzi portatori di handicap.  Il documento puntualizza e approfondisce la materia dell'integrazione sociale, cercando di darne un’impostazione sistematica e funzionale. <br />
In coda al documento vi &egrave; una novit&agrave; interessante.  Si prevede, infatti, <b>che i docenti di sostegno</b>, anzich&eacute; essere titolari presso un’istituzione scolastica, come capita attualmente, <b>siano in carico ad un’unica scuola polo del territorio</b>.<br/> 
Dalla scuola polo, in cui sarebbero tutti titolari, dovrebbero poi <b>essere assegnati alle singole scuole</b>, salvaguardando possibilmente la continuit&agrave; didattica. <br />  Una specie di task force di zona per l'integrazione. <br />
Si tratta di una piccola rivoluzione su cui i sindacati degli insegnanti hanno dato presumibilmente il loro placet, ma che potrebbe creare qualche problema ai docenti per la non coincidenza tra sedi di titolarit&agrave; e sede di servizio scelta della sede. <br />
Ad ogni modo l'Intesa, se approvata, difficilmente potr&agrave; essere applicata gi&agrave; dal prossimo anno scolastico, visto che gli organici del personale per le titolarit&agrave; sono gi&agrave; stati definiti».<br/><br/>      
Leggi il documento: <a href="">http://www.sostegno.org/pages/news.asp </a><br/>

<br/>
Approfondisci.<br/>
L'intervento di Salvatore Nocera (FISH)<br/>
<a href="">http://www.edscuola.it/archivio/handicap/intesa_stato_regioni.htm/ <br/>
<br/>
]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=20"/>
		<issued>2008-03-17T23:13:17+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Dove sta andando l'integrazione?]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=19</id>
		<created>2008-02-04T11:26:45+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[L'intervento di Antonio Rocchetti, -da Repubblica Napoli- pubblicato su OrizzonteScuola, invita a riflettere sul "<i>qui e ora</i>" orientato ad un domani sempre pi&ugrave; imminente. <br/>
«<i>La scommessa dell'integrazione</i>, dice Nocchetti, <i>propugnata oltre 30 anni fa da una classe politica di extraterrestri, se confrontata con gli attuali parlamentari appare irrimediabilmente perduta</i>».<br/>
Il "Rapporto intermedio sulla revisione della spesa", documento governativo passato in sordina, contiene e traduce le prospettive in tema di integrazione... <br/>
«<i>La premessa culturale</i> –afferma Rocchetti -<i>che sentiamo di avversare con forza &egrave; che [...] la disabilit&agrave; possa avere un costo economico comprimibile</i>». Per assicurare diritti costituzionali come l’istruzione e la salute, la riposta non pu&ograve; tradursi con una “riduzione dei costi”. <br/>
In relazione all’integrazione scolastica, Rocchetti richiama alcuni punti fondamentali: <br/><ul>
<li>
la formazione, per il quale rimanda al rapporto OCSE 2007; </li>
<li>la formazione di tutti i docenti curricolari, aspetto che tarda a trovare risposte precise; </li>
<li>l'incremento del numero degli alunni per classe, che contribuisce a rendere ancor pi&ugrave; problematica “<i>la qualit&agrave; del tempo scuola per gli studenti disabili</i>”; </li>
<li>la continuit&agrave; educativo-didattica dell’insegnante per le attivit&agrave; di sostegno: continuit&agrave; promessa a voce, ma non rintracciabile in finanziaria... </li>
<li>la possibile “scomparsa di 8000 insegnanti di sostegno”, quale conseguenza della definizione numerica “<i>dell’organico di sostegno a 94000 unit&agrave;, indipendentemente dal numero degli alunni disabili, per i prossimi anni... </i>”; </li>
<li>scomparsa della deroga per gravit&agrave;; </li>
<li>le certificazioni per disabilit&agrave;, fissate dal precedente governo, completano il quadro... </li></ul>
Situazione attuale e prospettive. Ma dove sta andando l’integrazione? Ed &egrave; in questa direzione che noi, insegnanti di sostegno, intendiamo dirigerci? Che fare?<br/>

Per leggere il testo integrale<br/> <link>www.orizzontescuola.it/orizzonte/article17977.html</link>
<br/>
<br/>  

]]></content>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=19"/>
		<issued>2008-02-04T11:26:45+01:00</issued>
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		<title><![CDATA[Indagine EURISPES 2008: il 46,3% ha poca fiducia nella scuola italiana]]></title>
		<id>http://discussioni.sostegno.org/dblog/articolo.asp?articolo=18</id>
		<created>2008-02-02T00:37:01+01:00</created>
		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[Solo un italiano su tre ha fiducia nella scuola.<br/>
<i>A sostenerlo &egrave; l’Eurispes attraverso il Rapporto 2008, del quale un’anticipazione &egrave; stata pubblicata il 21 gennaio 2008. Dalla sezione, dedicata alla fiducia degli italiani nelle istituzioni, emerge che la maggior parte dei cittadini (il 46,3%) hanno “poca” fiducia verso l’istituzione scuola, e il 19% ammette, addirittura, di non averne “alcuna”.<br/> 
L'istituzione scolastica ispira piena fiducia solamente ad un cittadino su tre, mentre appena un anno fa la percentuale era pi&ugrave; alta: un italiano ogni due.</i><br/>

A sostenerlo &egrave; l’Eurispes attraverso il Rapporto 2008, del quale un’anticipazione, dedicata alla fiducia degli italiani nelle istituzioni, &egrave; stata pubblicata il 21 gennaio. 
Secondo il sondaggio annuale dell’Istituto di studi politici economici e sociali la credibilit&agrave; del mondo della scuola sarebbe sempre pi&ugrave; in declino: ispira fiducia solo ad un terzo del campione (il 33% appunto), mentre un anno fa, di questi tempi, la percentuale era del 47,1.<br/> 
La maggior parte dei nostri cittadini (il 46,3%), sempre secondo il Rapporto, sarebbero cos&igrave; oggi orientati ad avere un rapporto di “poca” fiducia verso l’istituzione scuola, a cui va aggiunto un 19% di cittadini che addirittura ammette di non averne “alcuna”.<br/>
Insomma, una vera debacle di consensi, probabilmente influenzata da un mix di motivazioni: dal numero ormai incontrollato di casi di bullismo ai risultati sempre pi&ugrave; deludenti sulle competenze dei nostri alunni (l’ultimo particolarmente significativo il Pisa-Ocse della fine del 2007); dal mutamento ciclico e frenetico delle strategie che guidano il mondo dell’istruzione fino alla scarsa considerazione generalizzata della societ&agrave; per valori ed istituzioni sino a qualche decennio fa invece veri e propri totem.<br/> 
E’ soprattutto su quest’ultimo punto che si sofferma l’Eurispes.<br/> Il giudizio mediocre espresso dagli italiani verso il mondo della scuola rispecchia in pieno quello per le istituzioni di qualunque genere esse siano: dalle forze dell'ordine alle istituzioni religiose, alla politica.<br/> 
Unica in controtendenza la magistratura, con fiducia in lieve rialzo ma che non supera comunque il 50%.<br/>
Ad aggiudicarsi il primato in termini di fiducia sono le associazioni di volontariato: 71,6% di fiduciosi (il 26,6% molto, il 45% abbastanza): la percentuale &egrave; per&ograve; in calo rispetto a un anno fa (78,5%). Al secondo posto, con oltre la met&agrave; di cittadini fiduciosi, i Carabinieri (57,4%) e la Polizia (50,7%).<br/> La Chiesa e le altre istituzioni religiose raggiungono il 49,7% di fiduciosi, meno della met&agrave;, con una flessione notevole della fiducia rispetto al 2007 (60,7%).<br/> 
Il 46,3% dicono di fidarsi della Guardia di Finanza. Ottengono ancora meno fiducia le associazioni di imprenditori (23,5%), la Pubblica amministrazione (20%, in calo rispetto al 26,9% del 2007) e i sindacati (19,5%, a fronte del 26,7% dell'anno precedente).<br/>
All'ultimo posto, e questa non &egrave; una sorpresa, i partiti, in cui ripone fiducia solo il 14,1% degli italiani: ben la met&agrave; (50,8%) non si fida per niente, il 33,1% poco, il 9,6% abbastanza. 
Tale risultato &egrave; quasi analogo a quello del 2007 (12,6%), segno che la sfiducia nei partiti ha contagiato i cittadini gi&agrave; da anni e si &egrave; poi estesa anche alle altre istituzioni, quasi senza eccezioni.<br/> 
I personaggi pubblici al di fuori della politica, come Beppe Grillo o anche Nanni Moretti, ottengono in ogni caso maggiori consensi (il 21,6%) rispetto ai politici veri e propri.<br/> 
(di Alessandro Giuliani. Dal sito http://www.tecnicadellascuola.it/)
]]></content>
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