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Le nuove regole per la formazione e per il reclutamento dei docenti
Di Admin (del 02/06/2008 @ 12:22:01, in professionalità docente, linkato 2820 volte)
È stato presentato il 12 maggio un Progetto di Legge su iniziativa dell’on. Valentina Aprea, già Sottosegretario all’Istruzione, riguardante le «Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti».
In data 27 maggio 2008, il Progetto di Legge è stato assegnato, in sede referente, alla VII Commissione Permanente della Camera, di cui, fra l’altro, l’on. Aprea è Presidente ( http://www.camera.it/organiparlamentarism/10085/242/4413/10228/
commissionepermanentecopertina.asp ).
Si tratta di una proposta molto importante, in quanto andrà a ridisegnare aspetti fondamenti del mondo della scuola, trasformando “radicalmente il governo delle istituzioni scolastiche, che si presenta, ancora oggi, caratterizzato da elementi che non colgono i cambiamenti costituzionali e le innovazioni sulle norme di governo delle istituzioni scolastiche sia amministrative che didattiche” (Aprea); è una proposta di legge generale, di principi, che valorizza l’Autonomia Organizzativa (L. 58/97) soprattutto “sulle questioni che riguardano tutto il funzionamento interno” (Aprea).
In particolare vengono affrontate questioni attese dagli insegnanti: dalla formazione iniziale alle modalità di reclutamento. Vediamo ora alcuni elementi, rinviando, per il resto, alla lettura del testo scaricabile da:
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/apriTelecomando_wai.asp?codice=16PDL0001960).
  • FORMAZIONE INIZIALE: “si esplica nei corsi di laurea magistrale e nei corsi accademici di secondo livello, finalizzati all'acquisizione delle competenze disciplinari, pedagogiche, didattiche, organizzative, relazionali e comunicative, nonché di riflessione sulle pratiche didattiche, che caratterizzano il profilo formativo e professionale del docente” (art. 13).

  • CARRIERA articolata in tre livelli: docente iniziale, docente ordinario, docente esperto, con conseguente riconoscimento giuridico ed economico; l’articolazione “non implica sovraordinazione gerarchica”. Il cambio di livello, derivante anche dal merito professionale, presuppone esplicita richiesta da parte del singolo docente.
Per quanto riguarda il reclutamento, questi sono, in linea di massima, i passaggi:
  • l’aspirante docente, che ha conseguito la laurea magistrale o il diploma accademico di secondo livello e l'abilitazione all'insegnamento, ai sensi dell'articolo 13, potrà iscriversi, sulla base del voto conseguito nell’esame di Stato abilitante, in un apposito Albo Regionale, situato presso gli Uffici Scolastici Regionali.

  • Anno di applicazione: l’abilitazione consentirà al docente di effettuare «un anno di applicazione» presso un’Istituzione Scolastica, dove sarà seguito da un docente tutor, designato dal collegio dei docenti.

  • Dopo la discussione della relazione elaborata a conclusione dell’anno di applicazione, verrà espressa una valutazione ai fini del superamento o meno dell’anno di applicazione.

  • Superato l’anno di applicazione, il docente potrà partecipare ai “concorsi per docenti” banditi con cadenza triennale dalle singole Istituzioni Scolastiche statali, per la copertura dei posti disponibili e vacanti, posti accertati dagli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali.

  • Con decreto successivo saranno definite le classi di concorso
Formazione docenti "integrale", anche per le attività di sostegno: se ne parla?
  • Per quanto riguarda la preparazione professionale per le attività di sostegno, gli unici riferimenti rintracciati nel testo riguardano la strutturazione dei percorsi formativi. Il secondo capoverso del comma 3, art. 13 recita «I decreti di cui al comma 2, lettera c), disciplinano, altresì, le attività didattiche concernenti l'integrazione scolastica degli alunni in condizione di handicap e prevedono che la formazione iniziale dei docenti possa essere svolta anche mediante la frequenza di stage all'estero».
Non si riesce a comprendere dal testo così predisposto, se la formazione riguarderà “tutti i nuovi docenti”, oppure se la situazione resterà come quella di oggi, con percorsi separati... Di fatto oggi la scuola ha estremo bisogno che la preparazione professionale dei nuovi insegnanti (e se possibile anche quelli in servizio) riguardi tutti gli aspetti e non solo il curricolo disciplinare. Occorre formare docenti professionalmente preparati per affrontare le sfide che sempre più numerose e urgenti si impongono: dagli studenti in situazione di handicap (L. 104/92), alle difficoltà di apprendimento fino all’integrazione degli studenti non-italofoni. Questo per dire le più urgenti. Integrazione e Intercultura chiedono di essere immediatamente tradotte nella prassi scolastica quotidiana, perché la società non può più attendere!

Altre novità contenute nel Progetto di legge sono:
  • l’istituzione della figura di ViceDirigente, come livello di carriera e previo superamento di prove concorsuali (art. 18)
  • l’istituzione di un organo di valutazione professionale (art. 17)
  • la sostituzione dei consigli di istituto con i Consigli di Amministrazione
  • infine, spariranno le RSU.
Di questa proposta che va a ri-disegnare la scuola cosa tenere? cosa buttare? cosa cambiare? È durante l’iter parlamentare, nelle commissioni, che è possibile far sentire la nostra voce.

«Come insegnante penso che......» scrivi la tua opinione: se un cambiamento ci deve essere che venga fattoinsieme a noi”, non senza di noi.

Per ulteriori approfondimenti leggi l'intervento di Reginaldo Palermo:
http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=22695&action=view/ .
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